lunedì 8 gennaio 2018

Nel segreto dell'URNA - 1 - La Lega


Ci rendiamo conto quanto sia ridicolo elencare le motivazioni per le quali, nel segreto dell’urna, non daremo il nostro voto alla Lega: basta solo il nome.

Basterebbe anche solo elencare i nomi della dirigenza di partito per far storcere il naso al più volonteroso e democratico elettore.

Ma noi vogliamo un po’ perdere tempo.

Quel tempo che nel mondo liberale e produttivo sembra avere un valore inestimabile e che noi ovviamente, da bravi rivoltosi, vogliamo buttare via in spregio al pensiero comune.

In effetti è un po’ perdere tempo evidenziare come non sia politicamente spendibile un voto ad un partito che già promette alleanze con Silviuccio nostro. Un alleanza che di fatto si configura come subalterna e poco autonoma. Con tutte le conseguenze che ci si possono immaginare. Anche storiche diremmo.

Come è perdere tempo la considerazione del fatto che nella Lega convivano due anime : quella Salviniana e quella Maroniana. Una votata ad un sovranismo di facciata, l’altra radicalmente secessionista. Non è dato sapere quale sia quella egemone; forse la Salviniana fino a quando garantisce le poltrone. Entrambe comunque informate all’idea di Stato Minimo. Flat Tax, Minibot, regionalismo, privatizzazioni i mantra leghisti. D’altronde devi soddisfare il tuo primo elettore: quello con la fabbrichetta, la barchetta e che butta nell’umido le orecchiette con le cime di rapa o il kebab.

Dalla padella UE alla brace nazional-liberale il salto è brevissimo. Questo finto patriottismo che ha come base, in fondo, la constatazione che non si sta mai bene a Sud di un qualcuno che detta le regole. Meglio mettersi il vestito migliore per accedere all’Europa che conta, magari sognando di diventare un land crucco, mollando la compagnia stracciona degli italiani pizza-mandolino-mamma.
E dunque dagli all’Europa delle Banche, all’internazionalismo progressista ma non una parola sulla libertà della circolazione dei capitali. Maastricht ok ma padano.

Riguardo poi alla libera circolazione di persone, si può tranquillamente dire che è la base di legittimazione politica della Lega. Nel senso che se si contingentassero gli sbarchi, i simpatici leghisti perderebbero buona parte del loro programma. Del resto la Bossi-Fini mica si chiama così per nulla: molti immigrati, molto onore. Dunque anche qui una battaglia di facciata, spendibile tra le fila degli xenofobi padani che “vegnen chi a rubà el laurà a numm”.

Diciamocelo, infine: il pessimo tentativo di allargare il consenso anche tra i Terroni con “Il Sud con Salvini” è stato osteggiato primariamente da correnti interne al partito, oltre all’evidenza del fatto che in meridione se lo sono cagato veramente in pochi. Quindi pomodori marci a Napoli e indignazione feroce a Pontida: la scommessa salviniana è quasi costata il premierato.

Il borghismo dunque ha attecchito poco nel radicalismo leghista, risultando solamente propedeutico alla cooptazione di quelle frange “sovraniste” disperse e spaurite, sballottate tra gli estremismi antiUE di CasaPau e di quello stalinista di Rizzo. L’approdo centrista dell’antieuropeismo poteva fare da coperta di Linus. E lo ha fatto, per i diversamente democratici.


Ma noi siamo populisti e non ci facciamo fregare dalle sirene. In questo mondo di falsa politica il nostro fiore all’occhiello è l’irrilevanza.

mercoledì 20 dicembre 2017

Aste Immobiliari greche


Ultime notizie dalla Grecia: ‘’Il coltello alla gola di un disoccupato per un debito di € 1.319 e 10 centesimi è stato posto dall'agenzia delle entrate della città greca di Agrinio, procedendo al sequestro forzato della sua proprietà, che è la sua prima residenza.’’

L'incidente è diventato noto dal sito di Agrinio (agrinionews.gr) e presto la notizia ha invaso internet in un periodo particolarmente delicato per quanto riguarda il modo in cui il governo greco affronta persone che sono ai limiti della sopravvivenza.

Ci sono migliaia di tali sequestri, il cui scopo principale è intimidire coloro che hanno debiti all' Amministrazione fiscale, per andare a pagare o per entrare in un accordo.

Secondo una legge votata dal governo greco alcuni mesi fa, è previsto che le aste immobiliari per debiti non pagati all’ufficio delle entrate possano ora essere effettuate con prezzi di partenza non sulla base del valore di locazione degli immobili, ma sulla base dei valori del mercato fondiario che attualmente sono molto piu inferiori, come nel caso di Agrinio.

Questa legge lascia la prima casa praticamente priva di protezione. Ormai potrai perdere la tua casa per un debito che non supera i 500 euro. E la potrai perdere con un solo ‘’click’’, dato che il governo, sotto gli ordini della troika, ha stabilito nuove misure: aste online.

Ma questo ‘’tsunami’’ dei prestiti rossi non è per colpa delle famiglie popolari che hanno preso mutui per costruire una casa per la loro famiglia, ne colpa degli agricoltori o dei piccoli imprenditori che hanno ricevuto prestiti per salvare le loro imprese.

Unici responsabili sono le banche-strozzini che vendono prodotti diffettosi con dei costi nascosti e le politiche di austerità estrema dei memorandum, imposte dalla Comunità Europea, cha hanno strangolato ogni opportunità di rimborsare i prestiti.

Il debito pubblico, che si gonfiava per salvare le banche con la continua ricapitalizzazione scandalosa, è stato caricato sulle spalle degli strati popolari.
Nonostante tutto, esiste una rete di solidarietà sociale molto forte che si organizza manifestando contro le aste elettroniche ed effettuando seminari aperti a tutti nella zona storica di Exarcheia di Atene, con lo scopo di divulgare i termini legali ed economici di ogni annuncio d'asta in modo che alcuni concetti siano compresi da sempre più gente solidale. Una conoscenza che sarà poi trasferita sulla fronte delle loro lotte.

Un po’ di tempo fa, il gruppo dei hackers così chiamati ‘’Anonymous Greece’’ hanno hackerato il sito della pubblicazione elettronica delle aste e della Banca di Grecia, e hanno pubblicato gli archivi della Banca di Grecia e del Ministero dell’ Interno.


Finora il movimento contro le aste delle case ha raggiunto risultati tangibili a favore degli interessi popolari e, sulla base di questi risultati, è riuscito a cancellare la maggior parte di esse.

Olga

giovedì 26 ottobre 2017

Noi stiamo con il Popolo


In quanto Populisti noi siamo con il Popolo, siamo il Popolo.

Non la “Gente” come spregiativamente viene etichettato, ma con il Popolo.

Quello che soffre, che lotta, che sbaglia, che puzza.

Quello sporco, menefreghista, impaurito, terrorizzato dal presente e dal futuro.

Quello condannabile per gesti orrendi, quello ignorante negli atteggiamenti e nei pensieri, quello individualista, quello ricattatore.

Perché per noi ogni manifestazione del Popolo, soprattutto quelle nelle quali dimostra la sua peggior natura, è un grido di dolore, di sofferenza, di richiesta di aiuto.

Non siamo come quelli che vogliono educarlo con massicce dosi di olio di ricino, di propaganda, di retorica qualunquista, di intellettualismo.

Per noi il quindicenne che non conosce la Storia Occidentale recente e ne usa la vergogna per 
autodeterminarsi all’interno di un gruppo è una parte di Popolo da salvare, anche con la condanna e la reclusione. Ma riteniamo che sia da salvare anche il quindicenne che subisce un sistema scolastico utile solo a farne un “drogato” di efficienza e competitività piuttosto che un uomo ed un cittadino.

Per noi chi sostanzia nella pratica l’idea che esista una sudditanza femminile all’imperio maschile è una persona a cui bisogna insegnare la comunanza, la condivisione, la socialità. Magari anche coercitivamente. Ma riteniamo che lo si possa fare solo se a tali persone presentiamo una società equa, partecipativa, accogliente, sensibile ai bisogni ed alle paure.

Condanniamo chi, del Popolo, non vuole pagare il prezzo economico della partecipazione ad un sistema sociale, ma è per noi necessario allo stesso tempo evidenziare come tale prezzo, tale partecipazione sia iniqua, sperequativa e vessatoria in favore di elites il cui approccio alla socialità è ben peggiore.

Rifuggiamo i giudizi che verso il Popolo vengono gettati dall’alto, da salotti profumati ed esclusivi, dalle cattedre universitarie classiste, dal benessere nepotista. Nessuno di questi signori può permettersi di valutare le azioni popolari dalla sicurezza della propria posizione.

Questi signori dovrebbero sapere che “Odio genera Odio” e che commettono lo stesso errore del quindicenne di cui sopra: la Storia va studiata, analizzata, compresa.

Tutto ciò è già successo.

Noi stiamo con il Popolo, per creare un argine, per incanalarne le forze verso uno sforzo migliore.


Perché sappiamo cosa può fare un Popolo se messo con le spalle al muro.

Roberto

lunedì 23 ottobre 2017

L'indipendenza delle banche centrali e la faccia come il culo.




Sul caso di Renzi e della sua maggioranza che attacca il governatore della Banca d'Italia Visco crediamo che in questi giorni si siano spese fin troppe parole, ma praticamente nessuna di buon senso.
Sentiamo il bisogno di fare chiarezza su quello che riteniamo essere il vero significato politico di questa vicenda.

Cosa fa la malavita organizzata coi propri "becchini", quelli che ripuliscono e fanno sparire le "prove" delle malefatte dell'organizzazione, quando si comincia a subodorare una possibile malaparata?
Le organizzazioni malavitose in questi casi rischiosi si mettono di solito al riparo dai rischi di essere sgamati, facendo sparire il "becchino" e con lui il ricordo delle prove.
Questo è il vero significato di questa vicenda, perché è chiaro che tra la crisi senza fine del Monte dei Paschi di Siena, di Banca dell'Etruria e sulla schifezza delle banche venete salvate mettendoci 17 miliardi di euro di soldi nostri ma applicando come sempre il principio della privatizzazione degli utili e della socializzazione delle perdite, il governo e Renzi hanno pesantissime responsabilità politiche. [ responsabilità politiche e giuridiche sono cose diverse. Delle seconde si occupa attualmente la commissione parlamentare d'inchiesta, anche se averla fatta presiedere da Casini mostra solo una volta di più la volontà di strangolarne a priori i possibili esiti politicamente scomodi ]
E' infatti notorio che alcune di queste cordate bancarie sono state anche supporter e bancomat dell'ascesa politica della cordata toscano-bancaria facente riferimento allo stesso Renzi e alla Boschi.
Nello stesso tempo è chiaro che chi avrebbe dovuto controllare ha spesso chiuso un occhio e a volte anche tutti e due.
Insomma, da una parte è solare la malafede politica del governo ma contemporaneamente è indifendibile anche il governatore della Banca d'Italia.

Questo è a nostro avviso il senso profondo del tentativo di Renzi di silurare il governatore Visco.

Da questa vicenda, come già detto, la deduzione generale e di principio che dovrebbe riguardare sempre tutti è che la storiella dell'indipendenza della Banca Centrale di un Paese è sempre stata niente altro che un paravento per nascondere "dipendenze inconfessabili"; questa cosa si sana soltanto con una ritorno ad un rapporto di dipendenza sano, a viso aperto, con un mandato politico e obiettivi chiari da perseguire, che siano legittimati da un consenso popolare apertamente espresso.
Il caso di cronaca che abbiamo di fronte però ci dice anche qualcosa sull'intero scenario politico italiano.

1. Il PD è chiaramente il terminale politico e la fogna del potere finanziario. Un popolo alle spalle non ce l'hanno più: solo banche e clientele territoriali. Fine della favoletta.

2. M5S vedremo se saprà approfittare di questa fatto che spiega moltissimo; ma visto che in prossimità delle elezioni hanno deciso di democristianizzarsi totalmente, tenderemmo ad escludere che riescano a balbettare alcunché di rilevante, astenendosi dal segnare un rigore a porta vuota.
E anche questo la dice lunga...

3. Cdx e Lega silenti, perché per loro in fondo tutto questo è normale; in altri momenti il lavoro sporco del PD lo hanno svolto loro e a breve torneranno a svolgerlo, tutti insieme appassionatamente.
Una prece per gli imbecilli che li considerino in qualsiasi modo alternativi.

4. Le sinistrine non si sono accorte di nulla perché sono impegnate nei litigi unitari.
Ormai sono totalmente estranei e avulsi dal pianeta terra.

5. La Falcone fa assemblea.

6. MDP nonché Montanari ( ma non poteva rimanere a occuparsi di storia dell'arte? ) buoni unici in questo scenario che sarebbe ridicolo se non prevalesse la dimensione tragica, invece di accusare il PD di seppellire morti e prove, dopo aver fiammeggiato contro l'indegnità dell'operazione si astengono ( ma dai? ) e argomentano sostenendo la necessità dell'indipendenza della Banca Centrale.
Insomma, i d'alemaniani confermano di essere niente altro che il "partito tedesco", scissione del PD da destra, e Montanari di non averci capito una beata fava.
Cioè adottano l'unica posizione totalmente indifendibile e in assoluto quella più pro status quo.

Ma di che cazzo stiamo parlando?

Il Collettivo Populista UPUC.

venerdì 13 ottobre 2017

Solidarietà per lo sciopero studentesco.



Oggi, 13 Ottobre 2017, in numerose città italiane gli studenti e le studentesse medi superiori hanno scioperato contro l'oscena buona scuola e l'ignobile strumento di sfruttamento della cosiddetta alternanza scuola - lavoro.
Tale invenzione, la schiavitù postmoderna imposta fin sui banchi di scuola, ben lungi dal realizzare qualsiasi finalità didattica è soltanto uno strumento ricattatorio attraverso il quale i giovani che dovrebbero diventare il futuro di questo Paese, vengono costretti senza guadagnarci nulla - anzi per lo più a spese della società - a fare gratis tutti quei lavori di merda che costituiscono l'orizzonte massimo cui, in un paese sano, avrebbe potuto ambire la ministra Fedeli.

Il piano nel proprio insieme costituito dalla "buona scuola" e dall'alternanza scuola-lavoro che ne è pilastro portante, delinea complessivamente un preciso progetto di trasformazione della società intera e dell'istruzione pubblica.
Quest'ultima viene trasformata in un gigantesco bacino di mano d'opera dequalificata a costo 0.

Tre fregature in un sol colpo.

1. Un altro gigantesco regalo alla cricca imprenditoriale italica, che brilla per incapacità quant' altre mai nella storia. Essa naturalmente non insegna nulla perché nulla ha da insegnare, ma mette giovani studenti in produzione, per sé a costo zero ma coi costi sociali scaricati sulla collettività.
2. Insegnare ai ragazzi che la cosa più importante, e a ben vedere anche l'unica, che si chiede loro è chinare il capo, eseguire e stare zitti di fronte a qualsiasi vessazione.
3. polverizzare ancora di più il potere contrattuale del lavoro dipendente.
In un paese con la disoccupazione, sotto occupazione e sotto retribuzione al 30% del totale, già il potere contrattuale del lavoro dipendente tende a 0.
Se aggiungiamo l'intera popolazione di studenti medi-superiori alla popolazione degli aspiranti lavoratori immessi brutalmente in produzione a condizioni schiavili, essa si annulla totalmente.
Questa è l'idea di società e sviluppo della cricca che ci governa già da troppo tempo.


Carissimi studenti e studentesse: bravi, così si fa!
Il vostro desiderio di non piegarvi e rassegnarvi a questo futuro ignobile e a quest'idea di società e di istruzione è ammirevole e può diventare di esempio al Paese.
Per parte nostra, nel nostro piccolo, vi esprimiamo la nostra massima solidarietà e speriamo di raggiungervi presto per dar seguito a questa giusta indignazione e ribellione.
Tutti insieme, perché questa ingiustizia ci colpisce tutti ugualmente, dai banchi della scuola fino alle difficoltà della pensione, passando per ogni realtà di lavoro.

Non avremo un futuro se non ce lo riprendiamo senza chiederlo per favore; non avremo democrazia e rispetto finché non cacceremo quell'ammucchiata di governanti indegni.



Il Collettivo Populista UPUC.


lunedì 9 ottobre 2017

Astensionismo


Anche noi del Collettivo vorremmo dire due parole due sul prossimo Referendum sull’autonomia lombarda.
Anzi quattro, le stesse che ebbe a dire il Rag.Fantozzi sul palco del cineforum, dopo l’ennesima visione dell’immortale capolavoro del maestro Sergej M. Einstein imposto dal commendator Riccardelli.
Sappiamo di poter ricevere ben oltre i 92 minuti di applausi ricevuto dal suddetto ragioniere, perché riteniamo che sia palese ai più il tentativo propagandistico della Lega.
Sorvoliamo sui tecnicismi ( se avete voglia potete trovarli qui ) ma vogliamo esprimerci più prosaicamente come è nostro stile:
  • Ci hanno sfrancicato i maroni con la necessità di condividere a livello europeo gioie e dolori e poi facciamo di tutto per rendere autonome ampie fette del continente (in base ad una non precisata appartenenza storica).
  • Se il fine ultimo è quello di rendere autonoma una comunità, di sgravarla dalle tasse inique, c’è bisogno di un referendum? Se hai le palle, da politico quale ti vanti di essere, adoperati per questo ed assumitene le responsabilità senza chiedermi tutte le volte cosa ne penso.
  • La democrazia diretta fatta in questo modo a noi del Collettivo fa sinceramente cagare.
  • Tutto quello che propone la Lega va messo nell’indifferenziata, a prescindere.
  • Che poi, se non ci fossero le elezioni l’anno prossimo, col cazzo che avrebbero proposto il referendum (insieme ai minibot con la faccia della Fallaci e alla flat tax).

Dunque il 22 ottobre noi si va al mare, anche se piove e fa freddo.

lunedì 18 settembre 2017

Ola Kalà

Un cumulo di pensieri ritornando da Atene.

Ogni anno, intorno alla primavera, si inizia a chiedere informazioni per la Grecia. Sono le classiche domande da vacanze estive del tipo quali siano le migliori isole, le spiagge, quelle più "nascoste". Si finisce a parlare delle migliaia di chilometri di costa, i piccoli bar sulla spiaggia, la luce delle stelle, i capelli sciolti, camminando a piedi nudi sulla sabbia. Il posto è magico. La luce che inonda tutto, il cielo e il mare e il ricordo di una storia antica che esiste in ogni angolo affascina ogni persona che ha ancora la mente e gli occhi della sua anima aperti (superando la bruttezza della spazzatura buttata qua e la e delle case mezze costruite in giro). Per un attimo è come sbirciare, per vedere la vita com'era qualche decennio fa, prima di iniziare a correre dalla mattina alla sera per pagare le rate del mutuo della casa e dell'auto. Quando alcune cose erano ancora semplici e nessuno stava a guardare gli altri per vedere come si vestiva, cercando di vestirsi meglio per stupirlo al prossimo aperitivo.

Sì, la Grecia conserva ancora questa sensazione ... almeno (si può dire per i turisti che ancora le fanno) le vacanze in Grecia. Perché da qualche parte dietro questa dimensione, c'è un altra Grecia. Solo tu non la vedrai; soprattutto se sei lì solo per quelle due o tre preziose settimane, durante le qualli stai cercando di riposarti su una spiaggia nascosta che neanche tripadvisor conosce (ti hanno detto di andarci i ragazzi del posto).

Non la troverai nel giornale o nelle ultime notizie che leggi, quelle che parlano del "successo greco e lo sviluppo che sta per arrivare dopo tutti i sacrifici di un popolo intero", disposti a rassicurarti che tutto va bene – ‘’Ola Kalà’’ - comunque, si tratta di quello "stato fallito che tuttavia trova lentamente la sua strada" .

Lasciami prenderti per mano per portarti li dove è. Quella sensazione la troverai il Sabato sera, nella zona di Exarchia, in quel quartiere di Atene così centrale e pieno di storia, dove la gente ha lottato per anni contro le dittatture di ogni tipo ...la troverai nello sfogo senza speranza di una decina di ragazzi incappucciati che giocano a nascondino con i corpi armati della polizia. La troverai fra gli amici che hanno combattuto, che cinque-sei anni fa sono usciti per le strade, credendo in quella voce profonda che diceva ‘'sì, saremo in grado di cambiare il corso degli eventi'', che poi sono stati delusi, pensando per un momento di abbandonare tutto e andare via, ma che alla fine sono rimasti. Dopo ogni nuovo viaggio, trovo questi amici sempre più spenti del viaggio prima. Questa volta, in realtà, li ho trovati più rassegnati che mai. Non credono più a niente né a nessuno. Non sanno che ci sia, o ci sarà mai, una soluzione o che saranno mai rappresentati da nessuno. Colui che subisce la violenza più estrema rimane per un attimo stordito. Poi cade in depressione. Alla fine, crede di essere lui colpevole di ciò che gli è successo. Oppure, tanto per dire le cose per il loro nome, te lo fanno credere.

Il centro di Atene "si respira di nuovo" si sente dire, e sì, questo è vero, e non c'è bisogno d’aspettare fino a Sabato sera per vivere quella magica "usciamo in vita" che –credimi-, non l'ho trovata altrove.
Ma guarda un po' meglio: poco lontano dalle luci luminose della strada turistica con le taverne e i musicisti, vedrai quel ragazzo che sta cercando da mangiare dentro i cestini della spazzatura. E nel buffet aperto di un festival sentirai il tuo cuore stringere quando ti renderai conto che alcuni dei volti li hai visti piu di una volta in riunioni simili. Sono persone che si informano dove viene loro offerto da mangiare, solo in questo modo mettono insieme la colazione con la cena. Ci sono persone ben vestite e pulite, che riempiono ogni volta in silenzio una scatoletta di cibo. A casa non c'è nulla che li aspetti.

La chiamano "depressione nazionale" ed è apparsa dopo l'inversione del verdetto popolare al referendum nell'estate del 2015. Il famoso NO che è diventato SÌ a tutto, durante una sola notte.
La Grecia è in recessione dal 2008. La Grecia ha falsificato i dati per entrare nella zona euro, sotto gli ordini sia del primo ministro di allora Costas Simitis che di Goldman Sachs. Negli anni successivi tutti i governi greci hanno continuato a presentare dati falsi.

Poi la storia di successo di Antonis Samaras ha causato una sconfitta nelle elezioni del gennaio 2015.
Nel caso della Grecia, la "soluzione" alla crisi (causata deliberatamente) era la Troika, attraverso il quale memorandum è stato lanciato il sequestro dei beni comuni. Allo stesso tempo ancora oggi molti greci sostengono che l’unica responsabilità del fallimento è proprio il loro.

Il governo di oggi si vanta del successo e parla di crescita, mentre la società continua a morire lentamente. Gli obiettivi politici di SYRIZA (ditta specializzata nella creazione di una realtà virtuale) sono evidenti. Allo stesso tempo, è stato creato un nuovo profilo per Alexis Tsipras, il "serio" primo ministro che ha salvato il paese dai memorandum e apre la strada per uno sviluppo "giusto".
Pochi giorni fa il centro di Atene è stato paralizzato a causa della visita del presidente francese Makron. Il governo greco ha festeggiato perché il paese è stato visitato da un altro sostenitore del centro estremo che sostiene di poter ‘’riformare l'Unione europea da dentro’’. Un banchiere che appena ha preso la sua carica si é messo a distruggere i diritti dei lavorativi francesi, raggiunti dopo lotte sanguinose.

L’opposizione sta guardando a disagio, senza aver nulla da dire e dimostra di essere chiaramente inferiore alle circostanze. Allo stesso modo a disagio è il centro-sinistra che viene riorganizzato senza avere nient’ altro da proporre.

Più inquietante di tutti gli argomenti, la realtà è che il popolo greco sta guardando, senza poter vedere il "cambio di pagina" ovunque nella vita reale.

I greci, per la maggior parte giovani laureati, continuano a fuggire all'estero, le aziende continuano a chiudere, la disoccupazione è arrivata al cielo, il paese continua a sciogliersi in aria ed i cittadini cercano di sopravvivere, ognuno ormai da solo, in maniera individualista.
Gli unici che hanno motivi di presentare l'economia del paese in crescita sono i dirigenti del rispettivo governo. Ma ovviamente anche quelli che vogliono portare la situazione sulla stessa strada anche all'estero.

La Grecia ha bisogno di un piano per uscire dal disastro ormai da anni, ma questo piano non esiste. E chiunque osa proporre qualcosa (l’uscita dal’euro per esempio) è un traditore.
Una società disorientata dai partiti, contro i quali non può difendersi perché hanno abusato la Costituzione in tale livello per servire solo i loro interessi. Un paese terrorizzato dopo il brutale assassinio della sua ultima speranza nel mese di Luglio 2015, convinto che non c'è alternativa al memorandum, se vuole restare nella zona euro, e immerso nella colpa, è improbabile che possa trovare una via di uscita dalla crisi.

Un instupidimento completo, con i media che manipolano la folla, facendo credere che le decisioni prese siano dolorose ma saranno a beneficio di tutti. E, d'altra parte, questa manipolazione non solo non costa niente ai manipolatori, ma produce invece profitti per loro stessi e per coloro che essi rappresentano.

Caro lettore, non ti avrei scritto tutto questo se non avessi trovato molti paragoni simili, stesse dinamiche politiche e sociali, fastidiose e preoccupanti nel tuo paese. La manipolazione dei media, la fuga dei cervelli all'estero, la distruzione dei diritti dei lavoratori e quant'altro.
Gran parte di ciò che sta succedendo qua in Italia, mi ricorda l’inizio del nostro crollo in Grecia. Per questo, stai per favore in guardia, ogni volta che ti rassicurano che i sacrifici sono necessari per un futuro migliore che verrà. E che tutto andrà bene.


In Grecia si usa molto una frase: Ola Kalà, che vuol dire tutto bene. No, invece, questo futuro non verrà, niente ‘’Ola Kalà’’. Non lasciarti ingannare. Ed è meglio rendersi conto adesso e fermarlo. 

Solo tu stesso lo puoi fare.

Olga